Omo Change

In March 2010, Zenawi, former Prime Minister of Ethipia, announced the construction of Omo Change ever built in Africa. In order to start the construction of the dam, named Gibe III, 4.8 billion Euros have been given to the contruction company, the Italian Salini SpA. Once completed, the cost of the dam will be the 15% of the annual GDP of the nation and it will be the biggest investiment ever made in all of Africa. The dam is located 300 KM south of Addis Abeba on the Omo River, the most important river of Ethiopia. Once opened, the dam will create an artificial basin that will measure 150 squared kilometres. Most likely, once opened, this construction will influence the daily life of more than 400,000 people, divided in many ethnicities, that now live in the Omo Valley, located in the south west of Ethiopia and in the north of Kenya. Gibe III will also provide an outcome power of 1870MW, three times the need of Ethiopia. Studies regarding the impact of this dam have been done in 2009 by the Italian agency CESI on behalf of the Ethipian energy company EEPCo and the contruction company Salini SpA. The outcome present in the final version of those studies is positive for the project as the impact on the landscape and the local population has be evaluated as “negligible” if not “positive”. But many questioned the reliability and the indipendence of those studies. For Africa Resources Working Group, also known as ARWG, “The analysis (made by CESI) are based on a series of false promises and are compromised by massive omissions, distortions and obfuscations”. Some experts believe that the opening of the dam will condition the plantations and the irrigation canals which will have an huge impact on the delicate ecosystems of the region and on the indigenous comunities. The flow of the Omo River may be reduced and this means that the natural cycles of flooding will be interrupted. The floodings are very important to water the forest and to allow agriculture and sheep-farming to be possible. Omo Change is a photographical project that aims to document the current situation of the Omo Valley. This work follows the river path up to the border with Kenya to show the daily life of the ethnicities that live along the Omo River and that thanks to it, can leave autunomously from agriculture and sheep-farming. The projects also wants to show the visible contrasts between the intervention of men and the landscape.

Omo Change

Zenawi, ex primo ministro dell'Etiopia, ha annunciato nel marzo 2010 la costruzione della più grande diga mai realizzata in Africa. Per iniziare la costruzione della diga che ha preso il nome Gibe III, sono stati dati alla compagnia di costruzione, l’italiana Salini SpA, 4,8 miliardi di euro. Una volta terminata il costo della diga corrisponderà al 15% del PIL annuo etiope, risultando il progetto di investimento più grande mai realizzato in tutta l’Africa. La diga è situata a circa 300 Km a Sud di Addis Abeba sul fiume Omo, il corso d’acqua più importante dell’intera Etiopia, e creerà un bacino artificiale di 150 chilometri. Probabilmente, una volta entrata in funzione, andrà ad influenzare la vita di più di 400.000 persone suddivise in varie etnie che vivono nel sud-ovest dell'Etiopia e Nord del Kenia, interessando così tutta la valle dell’Omo. Una volta completata, la Gibe III fornirà una potenza di uscita di 1870MW, tre volte il fabbisogno elettrico di tutta l’Etiopia. Gli studi di impatto della diga Gibe III sono stati effettuati nel 2009 dall’agenzia milanese CESI per conto dell’azienda energetica etiope EEPCo e della società costruttrice Salini. Pubblicati in versione definitiva, i risultati sono stati favorevoli al progetto, il cui impatto sull’ambiente e sulle popolazioni interessate è stato valutato come “trascurabile” o “positivo”. Ma in molti ne hanno messo in dubbio l’attendibilità e l’indipendenza. Secondo l’AFRICA RESOURCES WORKING GROUP (ARWG) ‘Le analisi [del CESI] si basano su una serie di false premesse e sono ulteriormente compromesse da massicce omissioni, distorsioni e offuscamenti.’ Secondo alcuni esperti, l’entrata in funzione della diga, condizionerà le piantagioni e i canali di irrigazione avranno un enorme impatto sui delicati ecosistemi della regione e sulle comunità indigene. Si ipotizza che la portata dell’Omo subirà una riduzione e tale fenomeno interromperà il ciclo naturale delle esondazioni che periodicamente riversano acqua e humus nella valle alimentando le foreste e rendendo possibile l’agricoltura e la pastorizia nei terreni rivivificati dalla acque. Omo Change è un progetto fotografico che vuole documentare l’attuale situazione della valle dell’Omo. Percorrendo il corso d’acqua fino al confine con il Kenya, Omo Change, racconta la vita delle etnie che vivono lungo il fiume Omo e che grazie ad esso, possono vivere in maniera autonoma grazie all’agricoltura e alla pastorizia. Il progetto non documenta però solamente la vita quotidiana delle etnie ma si sofferma anche sui contrasti visibili tra l’intervento della mano dell’uomo e la natura stessa.